-Te parli poco...
-Solo quando NON serve.
…mi sento più in colpa per l’assenza di sentimento di pentimento che per la colpa stessa.
Mi sento più in colpa per il fatto che non mi senta in colpa che per l’atto stesso che dovrebbe farmi sentire in colpa.
Ci ritroviamo con più sensi di colpa per non provare colpa che per gli atti stessi, i quali dovrebbero presumibilmente farci sentire in colpa.
Dicono che il senso di colpa sia l’ammissione di pentimento nei confronti dell’azione che dovrebbe farci sentire in colpa,dopo un attenta meditazione sull’accaduto.
Eppure sono più dispiaciuta per il fatto che non mi senta in colpa che per l’azione stessa.
Sentirmi in colpa per l’azione sarebbe come ammettere un pentimento ed ammettere un pentimento sarebbe come esonerarsi dalle responsabilità personali legate all’evento. Sì commettono azioni a volte lucidi e consapevoli delle conseguenze,si fanno scelte consapevoli di quello che ne comporta il seguito,dunque il pentimento è un azione decisamente fuori luogo ed il sentimento di colpa ancor di più.
Provo più sensi di colpa per la totale latitanza di sensi di colpa che per l’azione stessa(giudicata da altri poco etica) .
Io non odio il natale o le festività...semplicemente ho scarsa simpatia per quelle canzoncine sparate a rotella le 24 ore dei 31 giorni del ultimo mese del anno.
Senza poi tener conto di quello spirito così detto natalizio che si viene formando già nel mese di novembre...quel 'allegro spirito che induce la gente (già di suo poco propensa a spiriti pacifisti) a intenti misti tra l'omicidio e genocidio,per poi cosa? un semplice panettone o ricetta( rigorosamente ORIGINALE,proprio come lo faceva la nonna...).
Il natale dovrebbe indurre alla bontà d’animo,allo spirito di famiglia,di solidarietà e tante altre cose che suonano con un accento sulla A.
In vece a notare bene chissà per quale arcana ragione il natale produce TUTTO meno quello che DOVREBBE produrre.
Consumismo agli estremi(nonostante le scarse finanze,perché guai a far vedere o capire che si sta con i debiti fin dentro il retto anale);
Isterismi dovuti agli stress pre&post regali, pre&post pranzi e pre&post cenoni.
Insomma il natale dovrebbe essere una cosa FELICE eppure ho come la strana sensazione che di felice non abbia neppure il consumo orale.
Poi…cè
Tutti odiano i parenti…eppure OGNI natale di OGNI anno ecco lì TUTTI seduti, l’uno al fianco dell’altro.
Sono seduti tutti quanti,nei medesimi posti,con le medesime espressioni, i medesimi atteggiamenti,i medesimi regali non che i medesimi pensieri <<ma che cazzo ci sto a fare qui?!>>.
Più sconvolgente del natale stesso trovo il macabro rituale dei grandi pasti familiari dove se ognuno degli invitati fosse autorizzato a portare una fiala di veleno a metà pasto del primo(dei GRANDI pasti) sarebbero passati dritti al creato TUTTI, bambini compresi.
In fine per questo anno io personalmente non posso lamentarmi.
Sono sfuggita ai rituali dei regali(l’assenza di vita sociale porta i suoi benefici).
Sono sfuggita ai grandi pasti familiari(non ho familiari,cena tranquilla con madre, padre e straordinaria presenza di mia sorella e fidanzato).
Sono sfuggita allo stress del tram tram COMPRA INGREDIENTI CENA(nonostante che oggi supermercato per ultimare le spese della settimana).
Insomma io nonostante il mio scarso amore per la gente e le sue assurde tradizioni NON posso lamentarmi(più del necessario).